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Tolentino: “IO NON POSSO ENTRARE” nelle casette dei terremotati.

Ebbene sì. Pare che per quanto ammiriamo i cani della protezione civile quando lavorano per localizzare persone sotto le macerie del terremoto e ringraziamo tanto l’aiuto ricevuto da tante persone disinteressate, non siamo ancora in grado di tollerare, invece, il cane del vicino.

Io-non-posso-entrare-nelle-casette-dei-terremotati-di-Tolentino
Questa la situazione anacronistica e assurda a Tolentino, in provincia di Macerata, dove il Comune ha approvato una delibera con la quale si stabilisce che le famiglie cui sono stati assegnati dei container, non possono tenere animali da compagnia.

Il Fatto Quotidiano, nella cronaca del 25 agosto 2016, pubblicava: “L’opera delle unità cinofile è fondamentale nei primi tre giorni per trovare persone o cadaveri” “Sono i cani che hanno aiutato i soccorritori nelle operazioni di salvataggio tra le macerie dei paesi devastati dal terremoto in Centro Italia. Hanno salvato 60 persone tra Amatrice e Pescara del Tronto, ma il loro lavoro è servito a trovarne altre 50 che non ce l’hanno fatta”.

cane da soccorsoRomeo, il cane salvato dopo 9 giorni sotto le macerie

 

 

 

 

 

 

Il sindaco di Tolentino, però, ricambia con il divieto di avere cani o gatti nelle proprie abitazioni nel chiamato “villaggio container”. La cosa più strabiliante, a nostro avviso, però sono le motivazioni di tale disposizione che cerca giustificazione nell’articolo 2 dell’ordinanza 431 “Ulteriori interventi urgenti di protezione civile conseguenti agli eventi sismici”. Tale articolo pretendeva di facilitare la sistemazione degli animali di affezione delle zone colpite dal terremoto per evitare fenomeni di randagismo e semplicemente stabilisce la possibilità che i comuni stipulino a tal fine delle convenzioni con altri comuni. Nulla a che vedere con il divieto di tenere animali di compagnia adesso nei container e perciò debbano essere sistemati in rifugi o canili comunali.

Tolentino

Matteo Renzi con LeoAngela Merkel con Leo

 

 

 

 

 

 

 

È in forza alla Squadra Cinofili della Questura di Pescara il cane Leo: il bellissimo labrador nero che ha scavato per ore salvando la piccola Giorgia.

 

 

E, come al solito, ricordiamo che il comportamento corretto e rispettoso nei confronti degli altri è alla base di una buona convivenza. Non facciamo ricadere sempre sui cani la colpa dei nostri comportamenti scorretti. Dall’altra parte del guinzaglio ci deve essere una persona responsabile tanto delle azioni del animale come di quelle proprie perché sporcano tanto i bisogni del cane, che il suo proprietario non raccoglie, quanto le lattine, bottiglie di plastica o fazzoletti di carta che non ho mai visto buttare a terra da un cane.

Purtroppo si prende sempre la scorciatoia: proibire!

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