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Strumenti rieducativi: Il collare a cavezza

Tutti abbiamo sentito parlare del “Gentle Leader” ma conosciamo che cos’è e sapiamo a cosa serve?

gentle leaderIl collare a cavezza è molto simile alle capezze o testiere dei cavalli. Ha una fascia che passa intorno al collo e un’altra che va intorno al muso del cane. Le due fasce sono unite da un anello sotto il muso, cui viene agganciato il guinzaglio. Esistono principalmente due versioni: Halti e Gentle Leader/Promise System Canine Head Collar, con qualche differenza tra le loro caratteristiche ma lo stesso sistema.

Lo scopo di questo collare è quello di aiutarci nelle terapie comportamentali di rieducazione; ad esempio, nel controllo del cane al guinzaglio ma non solo.

Il collare a cavezza si rivela molto utile soprattutto come supporto nelle terapie di rieducazione comportamentale in diverse tipologie di aggressività nel cane, permettendo un maggior controllo sull’animale senza usare metodi coercitivi e facilitando l’acquisizione di comportamenti positivi.

Infatti, il collare a cavezza non fa pressione su laringe ed esofago, evitando così al cane problemi tracheali o cervicali, a differenza del collare a strangolo.

Come spiega K. OVERALL “I collari a cavezzina guidano la testa senza pericolo, mentre nel contempo danno i segnali canini del controllo (per es. manipolazione della bocca e lieve pressione sulle vertebre rostrali). Le correzioni più efficaci sono quelle che sfruttano il repertorio comportamentale intrinseco alla specie considerata e la violenza raramente risponde a questi criteri.”

Bisogna chiarire che il collare a cavezza non educa di per sé e nemmeno è un accessorio per la passeggiata, è uno strumento di aiuto in un programma di modificazione comportamentale, perciò va sempre associato a un percorso educativo guidato da un professionista.

 

Come funziona?

Quando il guinzaglio è teso in avanti la fascia intorno al collo fa una leggera pressione sulla zona posteriore del collo, vicino alla testa. Su quest’area situata nella parte alta del collo, si trasmette lo stesso tipo di segnale che i cani utilizzano per esercitare il controllo sui loro simili o per fermarli. Così, quando tiriamo il guinzaglio, comunichiamo al cane di fermarsi utilizzando il sistema di comunicazione canina. E la risposta è immediata, il cane capisce perfettamente.
Per giunta, quando viene tirato leggermente il guinzaglio, la fascia intorno al muso si stringe, chiudendo la bocca del cane.

Come nel caso di altri strumenti educativi bisogna abituare il cane a la cavezza prima di fargliela indossare.

Con la stessa tecnica che abbiamo visto nel nostro articolo dedicato all’uso della museruola, il cane va abituato alla cavezza gradualmente, rinforzando positivamente ogni passo verso il nostro obiettivo con dei bocconcini o con le sue leccornie preferite. Una volta familiarizzato con il nuovo accessorio, al cane non darà alcun fastidio e allora potremo agganciare il guinzaglio all’anello sotto il muso.

Inizieremo dando una leggera tirata al guinzaglio con delicatezza, chiamando il cane e premiandolo. Da ricordare che si devono dare soltanto tirate brevi con il guinzaglio, non tirare in modo continuato, altrimenti la cavezza non è efficace. In pochi giorni il cane si comporterà come se non avesse il collare. Allora saremo pronti per iniziare ad usarlo nel protocollo di rieducazione comportamentale.

Quando usato correttamente questo tipo di collare non può fare male al cane. Purtroppo sono tanti i casi in cui si fa un uso scorretto. Si vedono fin troppe persone che mettono la cavezza al cane come prassi nella solita passeggiata, convinti che se il cane tira basta fare la passeggiata con la cavezza come soluzione. Peccato che in questo modo veramente si rischia di fare male al cane perché con un padrone spensierato dall’altra parte del guinzaglio il cane si abituerà ad andare avanti girando la testa di lato e allora sì che può subire dei traumi seri alle cervicali.

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