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Rinoceronti: la mattanza arriva in Europa

 

Esemplare di rinoceronte ucciso a Parigi per rubargli il corno.Art 52_Rinoceronte ucciso a Parigi_2

Un rinoceronte bianco dello zoo di Thoiry, alle porte di Parigi, è stato ucciso da bracconieri che gli hanno poi tagliato il corno con una motosega. L’animale è stato ritrovato morto la mattina dopo dal personale della struttura.

È il primo episodio di bracconaggio che si verifica in Europa. Nel mondo i rinoceronti vengono uccisi al ritmo di un migliaio all’anno e sono a rischio estinzione. Un corno può valere tra i 30mila e i 40mila euro.

Vince, così si chiamava il rinoceronte, un esemplare di 5 anni che era arrivato nel parco di Thoiry nel 2015, si trovava nella cosiddetta “riserva africana” del parco insieme ad altri due rinoceronti.

Il rinoceronte è stato ucciso nella notte tra lunedì 6 e martedì 7 marzo ed è stato trovato morto alle 9.30 di mattina dal personale veterinario con tre colpi d’arma da fuoco alla testa.

Nessuno si sarebbe mai immaginato un episodio del genere, spiegano dallo zoo: in Europa, infatti, è la prima volta che un rinoceronte viene ucciso per rubargli il corno, come scrive Le Parisien. Al contrario, le morti di rinoceronti sono all’ordine del giorno nelle riserve africane. Solo in Sudafrica, per esempio, vengono uccisi dai bracconieri quasi tre esemplari al giorno.

Art 52_Rinoceronte ucciso a Parigi

E proprio al Thula Thula Rhino Orphanage, l’ultimo paradiso del rinoceronte nero in terra sudafricana, si è verificato uno degli ultimi attacchi dei bracconieri. Un commando di sette persone armate è entrato nel parco turistico, ha freddato e mutilato all’istante un cucciolo e ad un’altro ha strappato il corno da vivo, lasciandolo in agonia fino a quando non è stato abbattuto. I due piccoli rinoceronti non erano obiettivi casuali: i bracconieri sapevano che stavano per essere liberati, dopo essere stati in riabilitazione nel centro, a causa della morte dei loro genitori sempre per mano di bracconieri.

L’associazione WWF sottolinea la necessità di combattere a monte la richiesta dei corni di rinoceronte poiché attualmente la popolazione di questi animali resta “pericolosamente vicina a un punto di non ritorno”. Margaret Kinnaird, di WWF International, spiega che “l’assenza di un’azione globale per controllare il traffico transnazionale di fauna selvatica mina gli sforzi di protezione dei rinoceronti sul campo”.

Andrea Crosta, italiano che lavora nell’”Elephant Action League (EAL)” per combattere il bracconaggio internazionale, ha spiegato al Corriere della Sera che il traffico illegale è ben protetto e coinvolge, oltre agli Stati africani, il Vietnam e la Cina. Anche i jihadisti vicini ad Al Qaeda e il personale diplomatico della Corea del Nord sono coinvolti. In Europa il traffico si concentra soprattutto nella Repubblica Ceca e in Slovacchia, dove vive la più grande comunità di vietnamiti all’estero, ma finora nessuno aveva mai attaccato uno zoo nel cuore dell’Europa.

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