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Nutrizione invernale dei nostri animali

dott.ssa Pizzutti Nicoletta, tecnico nutrizionista

nutrizione invernale cane neve freddoCon l’arrivo dell’inverno e delle basse temperature i proprietari sia di cani che di gatti, generalmente, sono meno predisposti a far fare loro lunghe passeggiate o a lasciarli scorrazzare liberi in giardino. Meno esercizio significa meno consumo calorico, e continuare a somministrare le stesse dosi significa ingrassamento, tipico delle festività natalizie anche per i loro padroni.

Se per i cani casalinghi il solo diminuire le dosi giornaliere può bastare, cosa possiamo dire però di quei cani o gatti che anche durante il periodo invernale vivono all’aperto?

Fondamentale per loro quanto per noi è la capacità di mantenere la temperatura corporea anche durante le basse temperature. Il tremore è una reazione fisiologica al freddo, che però consuma moltissime calorie e quindi energie indispensabili alla vita. Il segreto per gli animali che rimangono all’esterno è avere una buona copertura di grasso e di pelliccia. Questo limita molto l’insorgenza dei brividi, e quindi il dispendio energetico inutile.nutrizione invernale cane neve freddo

Una buona copertura di grasso non significa obesità, attenzione. Per ottenere una buona massa grassa ed affrontare le basse temperature il corpo può richiedere dalle due alle tre volte di energia in più rispetto a temperature più moderate, senza però rischiare d’incorrere in situazioni di obesità.

Per i proprietari di gatti che vivono in giardino quest’informazione non è una cosa nuova. La fame dei gatti con l’arrivo dell’inverno è ben nota, e anche l’incremento di peso. Senza questi incrementi calorici gli animali perderebbero peso, e rischierebbero di manifestare patologie, anche gravi.

L’esposizione al freddo modifica anche il metabolismo energetico di questi soggetti. Dal punto di vista nutrizionale in quei soggetti esposti al freddo l’incremento calorico è preferibile provenga dai grassi piuttosto che dai carboidrati. Grassi di origine animali sono da preferire, sopratutto se l’alimentazione è naturale e non industriale. Carni più grasse e di mammiferi, tagli commerciali più grassi come spalle e costati, sono da preferire a carni bianche e tagli magri come petto o fesa.nutrizione invernale carne

Il cambio di stagione porta però anche ad una riduzione delle ore di luce, giornate più corte modificano anche l’assetto ormonale di cani e gatti, sopratutto quelli che vivono all’aperto. Il metabolismo rallenta per non eccedere nel consumo calorico basale, facilitando il deposito del grasso. Per i cani e gatti che vivono in casa però questo tipo di adattamento è svantaggioso, non essendo esposti alle rigide temperature esterne rischiano di ingrassare più del necessario.

L’alimentazione invernale dunque dipende sopratutto da che tipo di vita fa il cane o il gatto in questione, se sono animali che vivono all’esterno sarebbe meglio aumentare sia la dose che la qualità del cibo aumentando i grassi animali. I soggetti che vivono all’interno invece necessitano di restrizioni caloriche, non eccessive e dipendenti anche dall’attività fisica quotidiana.

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