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Mai più un cane in casa mia!

Il cane in casa, una scelta responsabile obbligata.

Una storia per far riflettere chi decide di tenere un cane in casa, senza pensare troppo alle conseguenze.

“Cara, ho un’idea per il regalo di Natale a nostro figlio Gianluca.”
“Bene Giulio, vedo che questa volta ti muovi per tempo. E che cos’è?”
“Un cane, un cucciolo di Husky! E’ ciò che ha sempre voluto: tenere un cane in casa.”
“Bello, undici anni è l’età giusta per avere un cane ed è anche un’ottima occasione per imparare ad avere cura del prossimo.”

Ero contento di aver avuto un’idea così brillante, che diede inizio al mio viaggio nel mondo degli animali.
Pensando di fare una buona azione, iniziai la mia ricerca dai canili della zona, fiducioso di trovare un cucciolo di cane Husky che facesse al caso mio.
Purtroppo dopo vari tentativi, non scovai nulla: nei canili c’erano solo cani decisamente bruttini e non di razza, come lo cercavo io.
Così, decisi di recarmi in un allevamento specializzato, con tanto di recensioni a cinque stelle su internet, premi e riconoscimenti vari.
Parlai con la titolare, una signora che mi fece mille domande: dove abitavo, se avevo altri cani in casa, se ero disposto a fare un percorso educativo con il cane, quali erano le mie aspettative con il cucciolo.
Da tutto ciò capì che non era molto convinta di vendermelo.

Lasciai l’allevamento deluso perché mi aveva “sparato” un prezzo altissimo e per di più, nonostante fossero già nati i cuccioli, non me lo avrebbe consegnato prima di Gennaio.
“Ma come?” Mi chiesi, “non viene più allattato dalla mamma, perché non venderlo prima che sia troppo grande e rimanga lì per sempre?”.
Inoltre quella donna trovava complicazioni per me incomprensibili: del resto si trattava di un regalo ad un bambino, quale poteva essere il vero problema?

Husky cane in casa
Siberian Husky

Non mi persi d’animo e andai in un altro allevamento, di quelli che ospitano diverse razze di cani.
Qui capirono subito le mie esigenze e, oltretutto, erano meno cari e mi promisero il cucciolo per la data che preferivo.
Inoltre, a differenza del precedente, non mi fecero troppe domande, e mi informarono anche che il pedrigree l’avrebbero spedito per posta in un secondo momento, perché doveva essere firmato da un certo ente.

Quando andai a prenderlo, lo vidi e fu un vero spettacolo: un batuffolo di pelo grigio e bianco candido, occhi azzurri e dentini aguzzi, carinissimo.
La notte di Natale mio figlio ne rimase impressionato, era felicissimo e anche mia moglie e mia madre rimasero sorprese dalla sua bellezza; ero proprio fiero della mia idea regalo!
I giorni successivi mio figlio e Mika (questo il nome dato al cucciolo di Husky), giocarono tantissimo, senza alcun problema.
Certo, ogni tanto gli faceva pipì in giro, “ma lui è piccolo”, lo scusavamo, “imparerà”.

Dopo pochi mesi, la convivenza con il cane in casa cominciava a diventare difficile, fino a farsi insostenibile.
A Luglio già non ne potevo più dei suoi comportamenti: faceva pipì in ogni angolo, abbaiava ogni volta che suonava il telefono e mordeva ogni cosa, dai mobili allo smartphone, arrivando perfino a rovinarmi gli interni in pelle dell’auto!
E, come se non bastasse, mio figlio si era già stancato di giocare con lui.

A Settembre prenotai un viaggio a Disneyworld in Florida con la famiglia: era la vacanza che sognavamo da anni, ma, ora che avevamo il cane, come fare?
Con il suo consenso, decisi di portare il cane in casa di mia madre.

Quando rientrammo dagli USA andai a riprendermi Mika. Sembrava stesse bene, un po’ agitato forse, ma aveva un comportamento strano, come distaccato.
Forse mia madre lo aveva tenuto legato perché non scappasse? Forse quello era il suo carattere e si stava manifestando?
Non riuscivo a darmi risposta a queste domande; tuttavia ci furono altre occasioni in cui ci assentavamo lasciando il cane in casa di mia madre.

Siberian Husky cane in casa
Siberian Husky

Con il passare del tempo Mika peggiorò fino a raggiungere il limite di sopportazione: faceva buche in giardino, abbaiava a chiunque passasse, ringhiava se mia moglie provava a spostarlo dal divano!
Alla fine optati per lasciare il cane in casa di mia madre, convinto anche dal fatto che lei ha un giardino ed è abituata agli animali.
Quando andavo da lei, Mika mi abbaiava, non mi riconosceva e non mi faceva più le feste: forse non era davvero il cane giusto per la mia famiglia.
Fu allora che presi la ferrea, convinta e irrevocabile decisione: mai più un cane in casa mia!

Paride

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