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L’alimentazione del coniglio domestico

dott.ssa Pizzutti Nicoletta, tecnico nutrizionista

L’alimentazione del coniglio domestico
alimentazione-del-coniglio-domestico-4Il coniglio domestico (Oryctolagus cuniculus) fa parte della famiglia dei leporidi, di cui naturalmente fanno parte anche le lepri. Si distingue da esse per varie caratteristiche: ad esempio, appena nati i piccoli conigli sono privi di pelo, hanno gli occhi chiusi e sostanzialmente dipendono in modo totale dai genitori.

Il coniglio è un animale che ben si adatta alla vita domestica e nella maggior parte dei casi non ha alcuna difficoltà a vivere in casa. Alcune razze (come il coniglio nano colorato) più di altre sono state selezionate proprio per fare del coniglio un animale di affezione e per questo motivo vengono scelte da moltissime persone e proposte da negozi ed allevamenti come tali.

Già in bocca il coniglio domestico dimostra le sue particolarità, di cui si deve tenere necessariamente conto in una delle fasi di gestione quotidiana che è l’alimentazione. Il nostro coniglio domestico, come tutti i conigli, possiede dei denti da latte che vengono persi già nell’utero o poco dopo il parto e sostituiti da denti specializzati con caratteristiche completamente differenti rispetto a quelli dei carnivori o degli onnivori; i denti del coniglio sono infatti privi di radice e presentano un nucleo germinativo alla base che consente una crescita continua del dente stesso.

Il coniglio domestico ha quattro incisivi sull’arcata superiore, dei quali però solo due sono visibili. Essi vengono utilizzati per ridurre il cibo in piccoli pezzi, mentre i premolari e i molari sono coinvolti nella masticazione del cibo attraverso movimenti circolari. Il coniglio riesce ad effettuare 120 movimenti masticatori al minuto per rendere la superficie degli alimenti facilmente digeribile. I denti del coniglio crescono in media 2 mm alla settimana, questo rende indispensabile che il soggetto li consumi masticando alimenti fibrosi per non incorrere in patologie gravi. I denti dei conigli si sono sviluppati proprio per adeguarsi ad una dieta ricchissima in fibre vegetali.

L’apparato digerente del coniglio domestico è molto più simile a quello del cavallo di quanto si crede, entrambi non hanno lo stomaco compartimentato e fermentano le fibre di cui si nutrono nell’intestino, nel caso del coniglio nel cieco. La differenza sostanziale rispetto a tutte le altre specie erbivore sta nella messa in atto della ciecotrofia, comportamento di ingestione di materiale semidigerito proveniente dall’intestino cieco, da non confondere con la coprofagia. Infatti il materiale ciecotrofo contiene una quantità di proteine assimilabili e rende gli animali che la praticano più resistenti contro certe malattie parassitarie. Il ciecotrofo viene espulso durante la notte, approsimativamente otto ore dopo il pasto e viene consumato immediatamente per permettere l’assimilazione completa dei nutrienti degli alimenti come proteine, vitamine idrosolubili e piccole quantità di acidi grassi volatili, che il coniglio non riesce a sintetizzare.

alimentazione del coniglio domestico (6)

Il principale fabbisogno quindi da coprire per il coniglio in alimentazione è quello di fibre.

Le fibre sono di due tipi: indigeribili e fermentescibili, entrambe sono necessarie e fondamentali. Le prime per permettere il passaggio dei nutrienti attraverso l’intestino e la corretta formazione del ciecotrofo, le seconde per permettere ai batteri del cieco di estrarre i nutrienti dagli alimenti.

Le fibre si trovano in tutte le fonti di origine vegetale, bisogna però fare attenzione a quale scegliere e in che proporzione per non incorrere in sovradosaggi di minerali, ad esempio, eccessi proteici o fermentazioni errate.

Alimento base della razione giornaliera di un coniglio deve essere quindi il fieno, di buona qualità e poco polveroso, non deve contenere troppa erba medica perché è un alimento piuttosto proteico. Il fieno deve essere sempre presente, anche perché necessario per limare i denti e non incorrere in patologie.

I pellet non sono consigliati perché possono contenere grassi non necessari o alimenti non idonei, tipo cereali.

Altra componente quotidiana della dieta sono le verdure fresche. Bisogna però stare attenti a non esagerare con certe verdure, come insalate a foglia verde e spinaci che contengono ossalato di calcio, solanacee come pomodori e peperoni vanno dati solo molto maturi e la frutta che può risultare troppo zuccherina e acquosa. Le carote sono nell’immaginario di tutti alimento fondamentale per il coniglio, ma anche loro vanno date con attenzione a causa dell’alto contenuto di betacarotene e carboidrati semplici. Verdure come finocchio, sedano, radicchio e zucchine invece possono essere date anche tutti i giorni. Se avete la possibilità di avere erba fresca e mista, contenente dente di leone, borragine, trifoglio, malva tra le tante essenze allora potete darne in una buona quantità tutti i giorni o lasciare il vostro coniglio libero di brucare direttamente dal giardino nelle ore più fresche.

Da non somministrare mai perché tossici sono tutti i prodotti da forno o della panificazione, aglio e cipolla, cioccolato, funghi, legumi (ceci, fagioli, piselli, lenticchie), mais, melanzane, patate (nemmeno la pianta e foglie). Peperoncino, porro, prodotti di origine animale, verdure cotte o surgelate, yogurt.

Ricapitolando…

L’ideale, sopratutto con il clima estivo, per il vostro coniglio è avere sempre a disposizione del fieno di ottima qualità che non contenga troppa erba medica se il coniglio è adulto, e tutti i giorni una varietà di 3-4 tipi di verdura tra quelle che si possono dare sempre e quelle “sporadiche”. Se ha la possibilità di un giardino fatelo brucare nelle ore più fresche del giorno.

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