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IL SETTER INGLESE

Un bellissimo compagno per la città e la campagna…sofisticato ed elegante, tranquillo e socievole!!!

Articolo di Italian Setter Rescue

art022_il setter inglese_evidenza La Nobiltà del setter inglese va oltre l’aspetto fisico, in quanto è effettivamente uno dei più antichi cani da caccia, con una discendenza che può esser tracciata fino a più di 500 anni fa.

Nonostante studi, descrizioni e ritrovamenti di vario tipo, le origini di questo cane così “antico” sono però incerte, anche se la tesi più accreditata lo vuole discendente degli spaniel. Nel tempo, il setter, è stato utilizzato con successo come cane per la caccia e l’inseguimento degli uccelli selvatici. Il suo nome deriva dalla particolare posizione accucciata (dall’inglese – to seat – far sedere) che il cane assumeva per indicare la presenza della preda al padrone il quale utilizzava dapprima falconi e reti e poi fucili per catturare la selvaggina. I setter inglesi, irlandesi e gordon di oggi discendono tutti da questo ceppo di setter da lavoro.

L’evoluzione di questa razza è da ascrivere agli allevatori inglesi nel miglioramento e nella fissazione dei caratteri tipici del setter che noi tutti oggi conosciamo ed ammiriamo.

Bisogna attendere il 1800 per trovare tracce di un allevamento sistematico che diede origine al setter inglese.

Il merito va ascritto a Sir Edward Laverak che, grazie alla sua condizione di ereditiere, potè dedicare tutte le sue energie allo studio ed al miglioramento del cane da ferma inglese. Nel 1825 Laverak acquistò due setter di razza dal reverendo Harrison (Ponto e Old Moll) allora detti “Belton”. Su questi basò il suo programma di allevamento. Il termine Belton si è tramandato fino ai nostri giorni ad indicare le caratteristiche “colorazioni” del mantello.

Nel 1872 il lavoro cui aveva dedicato la vita culminò con la pubblicazione di un libro sulla razza THE SETTER. L’anno successivo, la razza del setter inglese fu ufficialmente registrata dall’English Kennel Club e nel 1878 dall’American Kennel Club.

Altro “fondatore” della razza fu R.I. Purcell Llewellin che diede inizio all’opera di sviluppo del moderno setter inglese nel 1860, acquistando i cani di Laverack ed incrociandoli con altri ceppi di setter.

Indipendentemente dal ceppo di appartenenza, gli attuali setter inglesi continuano a distinguersi come cani da caccia e da esposizione e sono diventati degli ottimi cani da compagnia e da famiglia grazie, soprattutto, alla loro natura affettuosa, socievole e dolce, al suo splendido mantello e alla sua testa così particolare. Così come si può facilmente capire dalle sue origini, è un cane che ama molto esplorare il territorio e con un buon addestramento può diventare un ottimo cane da compagnia in grado di apprezzare sia le gioie domestiche che le scorribande tra i campi.

Profilo della razza:

Paese di origine: Gran Bretagna

Personalità: dolce, affidabile e tranquillo. Ama essere circondato da affetto e attenzioni ma è anche “attivo”. Certe volte incline all’abbaio, comunque di buona addestrabilità, eccellente con i bambini ed amichevole con gli altri cani.

Caratteristiche:

Altezza media, portamento elegante, testa lunga con muso moderatamente profondo e piuttosto quadrato, tartufo nero o color fegato, occhi ovali, brillanti, dolci ed espressivi. Il colore può variare dal nocciola al marrone scuro in relazione alle colorazioni del mantello che sono: orange belton/bianco e arancio, blue belton/bianco e nero, lemon belton/bianco e limone, liver belton/bianco fegato ed infine tricolore cioè blue belton focato o liver belton focato.

Le chiazze di colore sul corpo non dovrebbero essere pesanti bensì “screziate” (belton).art022_il setter inglese_foto 1

Il collo è lungo,  asciutto e muscoloso. Il torace è profondo, coda di lunghezza media e movimento vivace. Il mantello lungo e setoso con gli arti anteriori frangiati quasi fino al livello del piede, le zampe posteriori sono muscolose e conferiscono una andatura aggraziata e sciolta.

Si adatta bene alla maggior parte dei climi. È consigliabile una regolare toelettatura ed una dieta sana e bilanciata onde evitare problemi gastrici/intestinali e di dermatite che sono di per se problemi comuni alla razza.

 

un ringraziamento speciale a chi ha scritto per noi la storia del setter inglese

Barbara Gruzzi – Allevatrice – Forli

Italian setter Rescue onlus

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