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Cibo per gatti…l’alimentazione del nostro amico

 

dott.ssa Pizzutti Nicoletta, tecnico nutrizionista

Cibo per gatti…l’alimentazione del nostro amico

Art 31_cibo per gatti_ la miglior alimentazione per il nostro amico2

Nella nostra società a cani e gatti è attribuito uno status paritario, sono entrambi felici conviventi e aiutanti dell’uomo. Bisogna ricordare però che appartengono a due specie differenti e per questo ogni uno ha le sue caratteristiche specifiche, soprattutto dal punto di vista nutrizionale.

Esaminando la filogenesi del cane domestico e del gatto si comprendono meglio anche le differenze fisiologiche tra di essi. Entrambe le specie sono mammiferi carnivori, ma il cane appartiene al sottordine dei Caniformia, che comprende ursidi e procionidi. I gatti invece appartengono al sottordine dei Feliformia che comprende i viveridi, le iene e i felidi appunto.

Cani e gatti hanno un apparato digerente anatomicamente simile, tra le differenze più importanti troviamo la lunghezza dell’intestino. Un cane la cui lunghezza corporea è di 0,75 m, ha un intestino lungo fino a 4,5 m. Un gatto con una lunghezza corporea di 0,5 m ha un intestino lungo 2,1 m. La lunghezza dell’intestino è uno dei fattori che influenzano di più il tempo di digestione di un alimento.

Altra differenza riguarda lo stomaco, o meglio le sue capacità dilatative, nel caso del gatto questa capacità è limitata, esso è infatti un animale adattatosi e predisposto a fare piccoli pasti durante il giorno. Anche il pH dello stomaco è diffrente, più acido nel caso del gatto, con una produzione di Pepsina, una molecola in grado di destruttutare proteine complesse come il collagene, più importante rispetto al cane.cibo per gatti

Da tutti questi indizi si può definire con classificare con precisione, definendo anche le sue esigenze alimentari, il gatto.

Il gatto è un carnivoro stretto, cioè significa che è in grado e necessita di nutrirsi per la maggior parte di proteine e grassi di origine animale. La diversa evoluzione del gatto rispetto al cane, ha fatto si che esso sviluppasse delle idiosincrasie caratteristiche della specie, che si rispecchiano in dei fabbisogni specifici molto meno elastici. Molte di queste particolarità hanno un riscontro metabolico importante e quindi in pratica si traducono in una necessaria attenzione particolare al momento della formulazione della dieta.

Queste specificità includono: un peculiare metabolismo del glucosio, un fabbisogno elevato di proteine (di origine animale), la necessità di introdurre solo ed esclusivamente con la dieta la taurina, la sensibilità alla carenza di arginina, l’incapacità di convertire il beta carotene in vitamina A e l’aminoacido triptofano in niacina.

Tra tutte queste specificità, il fabbisogno di taurina è sicuramente quello più conosciuto ai proprietari di gatti. La taurina è un aminoacido abbondante in molti tessuti animali e in quantità irrisorie nei tessuti vegetali. La principale via metabolica per la sintesi di taurina nei mammiferi avviene nel fegato. I gatti disperdono moltissima taurina tramite gli acidi biliari e la sua sintesi endogena non è sufficiente per ristabilire questa perdita. Deve essere quindi introdotta con la dieta. Una carenza di taurina può provocare patologie cardiache e oculari. La taurina è un aminoacido termolabile però, quindi nel caso di una dieta naturale cotta va sempre integrato, mentre nel caso di una dieta naturale a crudo non è necessario.

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Una questione molto importante di cui però difficilmente si tiene conto nell’alimentazione del gatto è la sua particolare situazione fisiologica, che lo rende inadatto ad utilizzare i carboidrati come fonte di energia. In particolare il gatto ha una produzione di amilasi pancreatica, l’enzima atto a degradare e rendere digeribile una molecola complessa definita amido, quasi nulla.

Questo significa che il gatto non è in grado di digerire gli amidi se non in minimissima parte, che potremmo anche definire ininfluente. I gatti sani quindi non hanno nessun’esigenza di alimentarsi e nutrirsi di carboidrati. I gatti sono caratterizzati da un particolare metabolismo dei glucidi, zuccheri, detto gluconeogenesi che risulta essere molto piu efficiente se come matrice di partenza vengono utilizzati i grassi, meglio se animali.

Come tutti gli animali anche i gatti sono particolarmente sensibili a certi alimenti, che possono risultare tossici nell’immediato o nel lungo periodo. Al pari dei cani non va somministrato: avocado, uva, cioccolata, xilitolo e zuccheri semplici, cipolla, alcool e caffeina. Nello specifico però è necessario anche stare attenti ad alimenti che contengono vitamina A come il fegato e l’olio di fegato di merluzzo, che per il gatto risulta essere tossica a dosaggi molto piu bassi rispetto al cane.

Riassumendo quindi possiamo dire che i gatti devono nutrirsi principalmente di alimenti di origine animale, molte proteine e grassi in particolare. Una dieta naturale ovviamente non è cosi semplice, va bilanciata sul soggetto e deve essere integrata soprattutto di sali minerali, ma non è impossibile anzi è molto piu facile di come sembrerebbe. Oltre ad essere una scelta salutare, è anche una scelta etologica, essendo il gatto un animale molto più rustico rispetto al cane. Permettergli di nutrirsi di alimenti freschi a lui fisiologicamente adatti è fare il suo bene psicofisico.

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