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La muta

dott.ssa Pizzutti Nicoletta, tecnico nutrizionista

art-35_la-muta-1La muta (più propriamente definita ecdisi) è un fenomeno biologico che consiste nel rinnovamento periodico dei peli nei mammiferi, essa può essere legata ad un periodo dell’anno oppure ad una fase della vita dell’animale.

Nei canidi, come in quasi tutti i mammiferi, la muta è dovuta alle fluttuazioni di melatonina dipendenti dalle variazioni di quantità di luce solare, piuttosto che dalle temperature. Questa stagionalità nella muta è più conservata nelle razze primitive, che mutano due volte l’anno, mentre la maggior parte delle altre razze mutano invece una volta sola.


I gatti fanno la muta per sbarazzarsi del pelo invernale
. Alcuni hanno bisogno di lavarsi durante il periodo di muta, in quanto i peli morti possono rimanere intrappolati nel pelo.

Nei gatti, il periodo di muta coincide tipicamente con il cambio di stagione primavera estate, mentre per i cani con quello estate autunno. Siamo dunque nel periodo dell’anno perfetto per definire alcuni punti fondamentali per vivere il momento della muta in maniera meno traumatica possibile.

 

Il pelo compie una funzione importante

La pelle della maggior parte dei mammiferi è ricoperta da dalle formazioni sottili e filiformi: i peli. Chimicamente i peli sono costituiti da cheratina, una proteina che viene prodotta nel più profondo degli strati dell’epidermide.art-35_la-muta_folicolo-pilifero

I peli (follicolo pilifero e ghiandola sebacea) formano il complesso pilo-sebaceo. Emergono dall’epidermide a livello dei solchi epidermici superficiali secondo delle linee, denominate correnti, a decorso spiralato che convergono in un vortice centrale e non sono mai disposti verticalmente, ma in modo obliquo.

Sono formati da una parte esterna, il fusto, e una interna al follicolo, la radice, irrorata di vasi sanguigni e che si trova a contatto con i nervi. La superficie del pelo è irregolare a causa delle scaglie presenti nella parte esterna.

Vi sono inoltre altre due strutture nei peli: una è il muscolo erettore del pelo e l’atra la già citata ghiandola sebacea che comunica con il follicolo pilifero e, tramite esso, secerne una sostanza grassa e oleosa, il sebo, che ha la funzione di ammorbidire la pelle.

Tutti i peli contengono comunque, fatta eccezione per gli animali albini, dei pigmenti che conferiscono loro una grande varietà di colori.

 

Come gestire correttamente il periodo di muta?

È necessario avere una metodica e delle strategie da seguire a cadenza regolare. Spazzolare il soggetto tutti i giorni e lavarlo, asciugandolo perfettamente, almeno una volta al mese permette al pelo di essere eliminato in maniera corretta e costante lasciando spazio alla pelle di respirare. Eviteremo fastidiosi inconveniente come nodi, sovra crescita di patogeni o pruriti di varia origine. Queste pratiche di buona gestione renderanno anche la muta meno evidente.art-35_la-muta-2

L’idratazione del soggetto è fondamentale per mantenere sia la cute che il bulbo pilifero in perfette condizioni fisiologiche e permettere alla muta di non essere un momento eccessivamente stressogeno. L’alimentazione a fresco è un ottimo metodo per idratare in maniera corretta e fisiologica gli animali, che prelevano l’ottanta percento dell’acqua di cui necessitano direttamente dagli alimenti e assumendo anche una serie di molecole che in questo periodo sono fondamentali.

Due sono le molecole da non tralasciare mai in periodo di muta: biotina e omega tre. Entrambi contenuti fisiologicamente e in buona percentuale negli alimenti freschi, quindi mai carenti in un’alimentazione correttamente bilanciata. Migliorano lo stato del pelo durante tutto l’anno ma durante la muta alleviano lo stress e promuovono la salute del pelo rimanente.

La biotina è una vitamina del compresso B importantissima per il metabolismo di grassi e aminoacidi. Una sua carenza infatti determina perdita di pelo eccessiva o alopecia, secchezza della cute fino ad arrivare a lesioni, debolezza delle unghie, tutto questo proprio per il suo ruolo fondamentale nell’utilizzo e nel trasporto di molecole importantissime come grassi e proteine. Se è vero che le carenze di biotina a volte non sono imputabili a dei deficit alimentari ma a delle problematiche congenite del soggetto, è anche vero che normalmente in un’alimentazione non fresca non è sempre presente la giusta quantità di vitamina, situazione che con un‘alimentazione naturale bilanciata raramente succede.

Gli omega tre invece, oltre che essere meglio utilizzati in presenza di biotina, sono fondamentali per l’elasticità dell’epidermide e in momenti stressanti come la muta svolgono un ruolo fondamentale come antinfiammatori naturali rendendo non solo più semplice la perdita del pelo morto, ma anche alleviando eventuali pruriti derivati dalla secchezza della pelle con conseguente forfora.art-35_la-muta-3

In un’alimentazione corretta entrambe le molecole, anche in periodo di muta, non necessitano di integrazione, ma è anche vero che alcuni soggetti manifestano più di altri una lieve sofferenza in questo periodo. In questo modo tali soggetti risultano essere perfetti per un’integrazione del genere, traendone notevole vantaggio.

Generalmente con un’alimentazione naturale, non è necessario integrare tali molecole, poiché sono naturalmente presenti in abbondanza negli alimenti di cui la dieta carnivora è composta.

Le mute di carnivori nutriti ad alimentazione naturale, infatti, per la maggior parte sono rapide, copiose e di completa risoluzione.

 

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